28/07/2010
ESSELUNGA: LA DURA LEGGE DI MODENA
Dopo aver pubblicato addirittura un libro “Falce e carrello” per denunciare i presunti complotti politici delle Coop nelle regioni Rosse, che per la verità sta procurando, al suo autore, una quantità di esborsi per diffamazione, Caprotti, il padrone di Esselunga, ci riprova a Modena.
Tutto è cominciato nel 2000, quando Esselunga acquista dal Consorzio Agrario Provinciale un’area in Via Canaletto a Modena facente parte di una zona più ampia soggetta a piano di riqualificazione urbana unitaria. 44.820 mq. per 24 miliardi di vecchie lire. La normativa urbanistica prevedeva che la riqualificazione dell’intera area potesse avvenire con edificazione di tipo commerciale, quindi supermercati, ma il diritto di fare la proposta di destinazione dell’area era riservato ai titolari di almeno il 75% dell’intera zona da riqualificare e la parte acquistata dal Consorzio Agrario, conferiva una percentuale insufficiente, solo il 72%. L’anno successivo, il Tribunale di Modena mise in vendita la rimanente parte dell’area da riqualificare mediante un’asta giudiziaria. 8.834 mq. fissando la partenza a base d’asta a 5.100.000.000 di vecchie lire. A quell’asta si presentarono gli incaricati di Esselunga, decisi ad acquistare quel lotto che gli avrebbe dato i diritti necessari a determinare la destinazione d’uso, ma questa volta, si presentarono anche i rappresentanti di Coop Estense. Esselunga uscì sconfitta perché Coop Estense si aggiudicò l’area con un prezzo intorno ai 23 miliardi di vecchie lire. Insomma mosse e contromosse che fanno parte della normale gestione delle strategie di businnes.
A questo punto era necessario trovare un accordo fra i due contendenti, ma quell’accordo non giunse mai e il Comune non potè mai autorizzare l’inizio della riqualificazione urbanistica per mancanza della proposta di destinazione. Esselunga fece anche ricorso alle vie legali contro il Comune, ma il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il suo ricorso che ora è pendente al Consiglio di Stato.
All’inizio di luglio di quest’anno, il Comune di Modena, stanco di aspettare, fa sapere che avrebbe annullata la destinazione commerciale e avrebbe optato per altre soluzioni.
E’ a questo punto che scatta l’ira di Caprotti l’ottuagenario padrone di Esselunga, grande sostenitore di Forza Italia ora Popolo della Libertà. Grida al complotto politico fra Comune e Coop Estense, ordito ai suoi danni per favorire la Coop. Non contento dei risultati ottenuti per via giudiziaria, che l’hanno visto soccombere, ha acquistato decine e decine di pagine a pagamento sui principali quotidiani nazionali e locali, per sostenere la sua accusa. Intanto che c’era però, forse per rendere più produttiva l’ingente spesa, ha aggiunto la stessa accusa anche per l’amministrazione comunale di Livorno e la locale Unicoop Tirreno. “SUPERIOR STABAT LUPUS, INFERIOR AGNUS” (In alto sta il lupo, in basso sta l’agnello) come nella favola di Fedro, si legge sulle sue pagine a pagamento, ponendosi, ovviamente nella parte dell’agnello. Poi l’elenco dei metri quadrati e delle percentuali che a suo dire dimostrerebbero lo strapotere della Coop. Ovviamente, non cita il suo di potere a Milano e in tutta la Lombardia,ma tant’è.
Tuttavia, questo modo quanto meno strano ed originale di competere con i concorrenti, prima ancora che dispiacere a Coop Estense, non ha divertito l’amministrazione comunale di Modena. Il Sindaco Giorgio Pighi è andato immediatamente in Procura. Il primo cittadino, in merito a presunti patti occulti risponde parlando di “accuse gravi e infondate’’, che il Comune “si tutelerà nelle sedi giudiziarie che verranno ritenute più opportune’’e che una segnalazione è stata trasmessa alla Procura della Repubblica ‘’perché compia i doverosi accertamenti sulle ragioni che hanno portato il signor Caprotti a muovere accuse così gravi e infondate. Al Comune di Modena risulta solo che egli ha perso il ricorso contro l’ Amministrazione comunale. Le espressioni del signor Caprotti - conclude Pighi - diffamano l’immagine dell’Amministrazione comunale e minacciano di ledere ulteriormente la reputazione dell’ente attraverso pagine a pagamento sui giornali nazionali’’.
Amare le parole dell’assessore all’urbanistica Daniele Sitta «In questi giorni - dice - ho capito a mie spese cos'è l'arroganza del potere in questo Paese. Un signore molto ricco, non ricevendo risposte servili dall'interlocutore istituzionale rispetto ai propri interessi aziendali, decide di denigrare un Comune e i suoi amministratori, comprando pagine e pagine sui quotidiani italiani. Ovviamente non potrò mai replicare con gli stessi mezzi, non mi basterebbero due vite di lavoro per poter investire centinai di migliaia di euro al fine di difendermi dalle calunnie del signor Caprotti. Gli italiani rischiano di convincersi, sulla base di informazioni parziali e dei fatti travisati nelle pagine a pagamento, che il "povero" Caprotti stia subendo angherie indicibili da parte dell'amministrazione comunale di Modena e, in particolare, dall'assessore all'urbanistica . Vi sono fatti certi e dimostrabili: c'è già stato un pronunciamento del Tar che ha dato torto a Caprotti; il nostro territorio è stato giudicato la parte d' Italia dove vige il più alto indice di libertà economica (giudizio del Centro Einaudi) e a proposito di libertà e concorrenza, proprio Caprotti nel 2010 ha subìto in provvedimento di infrazione da parte dell'Autorità per la concorrenza ».
L'assessore ribadisce che «a Modena leggi e norme urbanistiche hanno ancora un valore e se ne pretende il rispetto, a prescindere dal patrimonio degli interlocutori. Non è colpa del Comune se la guerra Esselunga- Coop Estense ha ingessato l'area di via Canaletto, anzi è la città ad aver subito un danno grave». «Non possiamo assegnare il centro commerciale né ad Esselunga né a Coop Estense perché ce lo vietano le norme - conclude Sitta -. Da tempo abbiamo invitato le parti a trovare un accordo, prendendo atto dell'assoluta mancanza di volontà in tal senso. Non ci resta che chiedere al Consiglio Comunale di eliminare dall'area l'oggetto del contendere (la realizzazione di una superficie commerciale) e collocarlo su un'area di proprietà comunale. L’assegnazione avverrebbe attraverso un bando pubblico, salvaguardando norme e concorrenza.
Non si è fatta attendere nemmeno la presa di posizione di Coop Estense: “E' inesistente il presunto ‘patto occulto’ con il Comune di Modena volto ad impedire la costruzione di un supermercato Esselunga nella città. Già dalle anticipazioni emerge la natura diffamatoria di tali affermazioni. Siamo curiosi di leggere - commenta Mario Zucchelli, presidente Coop Estense - se il signor Caprotti se la prenderà anche con quei giudici penali, civili ed amministrativi che nelle cause da lui intentate contro Coop Estense ed il Comune, sino ad ora, gli hanno sempre dato torto. E’ comunque fermo intendimento di Coop Estense di tutelare la propria immagine rivolgendosi all’autorità giudiziaria’’. Come andrà a finire lo vedremo nei prossimi mesi. Intanto, si registra un’interpellanza al Presidente Errani, da parte del consigliere regionale del Popolo della libertà Fabio Filippi a favore di Caprotti e della sua Esselunga. Per il momento, comunque, la risposta sembra essere: A MODENA “DURA LEX, SED LEX” (è una legge dura, ma è legge)
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