25/07/2010
L’ORIGINE DELL’INDIFFERENZA POLITICA
Da tempo, molti osservatori della vita politica e della società italiana si chiedono come mai parte degli italiani tollerano il conflitto d’interessi, non s’indignano per l’uso privato dello Stato, non si ribellano agli abusi, all’esercizio di privilegi e al dilagare della corruzione. Le risposte sono state varie e forse non ve n’è una sola.
Ora pare esservene una fondata, addirittura, “scientificamente”. A proporla ai suoi lettori è Giovanni De Mauro, l’acuto direttore di Internazionale, la rivista che ogni settimana raccoglie il meglio della stampa internazionale. “Di solito – dice De Mauro - pensiamo che le nostre opinioni politiche siano basate su un’attenta e razionale valutazione di fatti e idee. Non è così. Citando una serie di studi dell’Università del Michigan, il Boston globe spiega che i fatti non sempre riescono a far cambiare opinioni politiche alle persone. Anche quando le idee sono basate su informazioni sbagliate. “E’ destabilizzante ammettere di avere torto”, sostiene Brendan Nyhan, uno degli autori della ricerca. Il fenomeno si chiama “backfire”, ed è un “meccanismo di difesa naturale”, per evitare una dissonanza cognitiva”.
Il risultato è che non sono i fatti ad orientare le nostre convinzioni, ma al contrario le nostre opinioni contribuiscono a selezionare i fatti che decidiamo di accettare come veri.
Non solo: meno sono corrette le nostre informazioni su un determinato fatto e più sono radicate e forti le nostre opinioni politiche su quell’argomento.
Dobbiamo ringraziare l’Università del Michigan. Non si spiega altrimenti l’indifferenza con cui una parte degli italiani ha accolto le ultime inchieste della magistratura.
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